venerdì 24 ottobre 2008

Gelmini: La verità dopo la tempesta

Da giorni la scuola italiana è in fermento, e durante le manifestazioni di piazza si sono sentite innumerevoli bugie, ma in qualche caso anche affermazioni corrette. Dal momento che a mi piace fare chiarezza, vediamo cosa dice il famoso Decreto legge 112 e come si incrocia con la Riforma Gelmini. Procediamo per punti, per facilitare la comprensione del testo e delle critiche che ad esso si muovono.
Punto primo: la privatizzazione degli atenei. C’è chi parla di scomparsa dell’università pubblica, ma è davvero così? Il Dl ne parla all’art.16, che citiamo:
In attuazione dell’articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell’autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e’ adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e’ approvata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di adozione della delibera.
Come vedete il passaggio è facoltativo e serve la maggioranza assoluta; appare quindi molto difficile che la decisione venga presa senza fondati motivi, e di fatto ne sono escluse tutte le grandi università. Mai e poi mai la Statale di Milano o la Sapienza potrebero avere il 51% del Senato accademico a favore.
Punto secondo: il turn-over comporterà la perdita di 87.000 posti di lavoro (art.66).
Falso.
Come già detto in più occasioni è stato istituito il blocco delle assunzioni, per cui l’80% dei pensionamenti non sarà rimpiazzato. Ciò si rende necessario per rimettere in sesto i conti della scuola pubblica che allo stato attuale costa al contribuente una cifra spaventosa, ma non, si noti bene, per farla funzionare al meglio, bensì per finanziare un caravanserraglio in cui oltre il 90% delle risorse va a finire in stipendi. E questo spesso a fronte di classi e corsi con un numero di studenti risibile. Non sono invece previsti licenziamenti anche perché, ricordiamolo, la Pubblica amministrazione non può licenziare senza giusta causa (e quasi sempre neanche in quest’ultimo caso.)

Punto terzo. I tagli uccideranno l’università pubblica e costringeranno gli atenei a privatizzarsi.
E’ stato effettivamente deliberato un taglio di contributi alle università pubbliche nell’ordine del 1% per l’anno 2009; taglio che crescerà negli anni fino a raggiungere quota 7,8% nel 2013. Si parla del FFO (Fondo di funzionamento ordinario). Certo, un taglio non è mai piacevole ma in un’ottica di razionalizzazione della spesa e di ristrutturazione del sistema appare indispensabile, secondo la maggioranza, per la quale citiamo l’intervento del senatore Valditara (PdL) in occasione della discussione del Dl:
“E’ inutile continuare a versare acqua in un otre forato: prima bisogna ripararlo. Nel contempo però il Governo deve dare corso all’impegno assunto alla Camera di eliminare nei prossimi esercizi finanziari i tagli, laddove parta un piano serio di risanamento virtuoso.Nei prossimi mesi occorrono dunque: 1) piani pluriennali di rientro finanziario delle università sull’orlo del dissesto con riduzione virtuosa di corsi e limitando le sedi staccate solo laddove utili per lo sviluppo del territorio; 2) una parte delle risorse dovrà essere in prospettiva assegnata sulla base dei risultati raggiunti; 3) si deve proseguire il piano straordinario di assunzione dei ricercatori, che è fuori dal blocco; 4) occorre consentire lo sblocco delle assunzioni per quelle università che siano virtuose nel rapporto spese per il personale e Fondo di finanziamento ordinario, ovvero per quelle università che accettino l’avvio di un piano di risanamento; 5) occorre infine consentire la assunzione a partire dal 2010 dei vincitori dei concorsi di prima e seconda fascia banditi entro il 30 novembre.”

domenica 19 ottobre 2008

Esiti Consiglio Europeo - Bruxelles 15 ottobre 2008

Il Consiglio europeo si e’ riunito il 15 e 16 ottobre a Bruxelles in un contesto contrassegnato dalla crisi economica e finanziaria internazionale ed ha espresso la propria determinazione ad agire di concerto e globalmente per tutelare il sistema finanziario europeo, ed i risparmiatori . Il Consiglio europeo ha confermato l’obiettivo di un accordo d’insieme sul dossier ‘’energia/cambiamento climatico’’ entro la fine dell’anno, ed e’ giunto ad un accordo in merito ad un’accelerazione dei lavori in materia di sicurezza energetica. Il Consiglio ha anche adottato il Patto europeo sull’immigrazione e l’asilo. Sul piano esterno ha affrontato lo stato dell’accordo Russia/Georgia dell’8 settembre ed ha ascoltato una relazione del Primo ministro irlandese riguardante il referendum in Irlanda sul trattato di Lisbona ripromettendosi di ritornare sulla questione a dicembre. Il consiglio europeo ha infine ratificato la composizione del gruppo di riflessione sul futuro dell’Unione.

Economia:

L’analisi del Consiglio europeo prende in considerazione non soltanto le misure adottate per affrontare la crisi finanziaria ma anche quelle, in generale, di cui c’e’ bisogno per affrontare le conseguenze sull’economia reale. ‘’Aldila’ della crisi finanziaria – si sottolinea nelle conclusioni -, serve determinazione nel prendere tutte le misure necessarie per sostenere la crescita e l’occupazione’’. Si invita, pertanto, la Commissione europea a formulare entro la fine dell’anno ‘’proposte adeguate’’ soprattutto per ‘’preservare la competitivita’ internazionale delle imprese europee’’. Secondo il Consiglio europeo non va comunque persa di vista l’azione di contrasto alla crisi del settore finanziario, come dimostra l’andamento altalenante delle Borse. I leader dell’Ue ribadiscono infatti ‘’la necessita’ di rafforzare la supervisione del settore finanziario europeo, particolaremente per i gruppi ‘cross-border’, in vista di sviluppare un sistema coordinato di supervisione a livello europeo’’. E per iniziare il Consiglio europeo ‘’invita le autorita’ nazionali di vigilanza a incontrarsi almeno una volta la mese, per scambiarsi informazioni’’. Inoltre si chiede di accelerare ‘’il lavoro per rafforzare le regole in grado di ripristinare la stabilita’ dei mercati’’. Si auspica anche la ‘’creazione di un sistema di allerta rapida (early warning)’’ per generare fiducia nei risparmiatori e negli investitori in tutti i Paesi. Il confronto con i partner internazionali dovrebbe inoltre portare a’’ decisioni rapide sulla trasparenza, sulla definizione di standard globali di regolamentazione, sulla supervisione ‘cross-border’ e sulla gestione della crisi’’.

Russia:

La decisione sulla ripresa dei negoziati per una nuova partnership strategica tra Ue e Russia slitta a metà novembre. Nel documento conclusivo il Consiglio Europeo ha ‘’preso atto con soddisfazione’’ del ritiro russo dalle zone adiacenti all’Ossezia del Sud e all’Abkazia. Un ritiro che rappresenta un ‘’passo avanti essenziale’’ nel quadro degli accordi stipulati il 12 agosto e l’8 settembre scorsi e che contemplano anche un confronto internazionale sul futuro della regione che deve svolgersi a Ginevra. I leader dei 27 hanno chiesto alla Commissione europea e al Consiglio Esteri dell’Ue di condurre una ‘’valutazione completa e approfondita’’ delle relazioni Ue-Russia nella prospettiva del prossimo summit bilaterale in programma per il 14 novembre a Nizza. Una valutazione, si legge ancora nelle conclusioni del vertice Ue, di cui ‘’si terrà conto’’ negli ulteriori negoziati per un nuovo accordo di partenariato con Mosca.

giovedì 16 ottobre 2008

L' Unione fa la Forza

L' ombra della campagna elettorale per le amministrative del 2009 comincia a sentirsi nell'aria.
Credo che i vecchi detti siano sempre i più semplici ma come al solito sono fin troppo chiari.
Ieri i primi trafiletti di giornali ancora insignificanti rispetto a quelli che verranno scritti, hanno illustrato bene la situazione oggi della nostra politica nel Forlivese.
La parola CAOS è la più indicata per riassumere questa fase politica, ma andiamo con ordine:
La Sinistra questa volta sembra che non ci tenga proprio a vincere queste elezioni e nonostante la drastica perdita di fiducia da parte del suo elettorato a causa di alcuni "scandali politici", forse un pò troppi, ha deciso di affrontare le primarie che inizialmente dovevano essere "falsa" ma forse qualcuno preso da manie di protagonismo le renderà più vere che mai non appoggiando il sindaco uscente Masini.
Ora se il centro-destra vuole davvero cambiare le cose e vincere, credo che un momento migliore di quest' anno non l'abbia da molto tempo.
Ancora non si sa quanti partiti e quali partiti troveranno un' accordo e sembra che il momento per scegliere un candidato unico sia ancora acerbo. I nomi possibili sono tanti da Rondoni invocato da An a Pini che scende in campo a Forza Italia che propone la Burnacci.
E' vero che trovare un'accordo tra tutti i partiti non è cosa semplice, ma si dovrebbe partire dallo scopo in comune che rimane sempre e comunque il più importante, vincere le prossime elezioni del 2009. Credo che a volte mettere da parte le proprie ambizioni per un bene comune e venirsi in contro sia senza dubbio lo spirito giusto per affrontare le difficoltà.