venerdì 15 maggio 2009

Programma Elettorale Michele Mattioli - Federico Casadei Amministrative 2009:

Comune di Forlì:UNIVERSITA': - Alloggi per studenti fuori sede.- Abbassare i costi degli affitti.- Creazione e Ultimazione Campus Universitario zona Morgagni.- Creazione Mensa.- Migliorare i Trasporti e i collegamenti tra i nodi principali della città e le sedi Universitarie.- Valorizzazione dei nostri studenti Forlivesi.- Creazione collegamento triangolo tra Aziende - Università - Comune.- Creazione aulee studio, zona ricreative.- Aulee studio con supporto insegnati.- Creazione programma sportivo per gli studenti, fitness, welness.VIABILITA':- Rimodernizzazione e ampliamento Parcheggi [ piazza 20 settembre, Montefeltro, Kennedy ]- Sabato pomeriggio e Domenica Parcheggi non a pagamento.- Navette punti nevralgici della città [ stazione - piazzale vittoria ecc.. ]- Abbassare le tariffe dei taxi.- Rinnovare la ZTL.- Permesso Attività per tutti i lavoratori del Centro, tassa annua.- Tram piu piccoli, meno inquinanti e notturni.CENTRO STORICO:- Pattuglie fisse e non 24 ore al giorno.- Spostare il mercato dalla piazza in una zona adiacente e renderlo permanente.- Abbassare le tasse sulle pedane per i bar e su tutte le iniziative per il centro storico [ musica ecc.. ]- Pulizia, creazione nuovi bidoni e macchinette per i bisogni dei Cani.- Giovani Imprenditori [ neo laureati, prima attività ] appoggio asse Comune - Banca- Assessorato alla sicurezza.- Rappresentante del Centro Storico in Comune.- No multe a tutte le attività che vogliono promuovere iniziative o vogliano sforare l' orario di lavoro.- Revisione orari negozianti.- Illuminazione gratis.- Mostre e Attività culturali permanenti.GIOVANI:- Navette gratuite le sere e giro per i locali.- Permessi per feste e iniziative.- Valorizzazione della figura del giovane.- Impostare delle valide politiche giovanili.- Fondi settore notturno.ALTRO:- Valorizzazione Parco Urbano.- Più Bus scolastici per gli orari delle uscite delle scuole.- Info point digitali sparsi per la città.- Case Popolari in base al reddito e alla cittadinanza [ italiani, giovani, neofamiglie, anziani ]- Riqualificazione case di Riposo.- Sport: riformulazione finanziamenti associazioni sportive, palestre, ecc..- Orientamento scuole.- Competitività contro le COOP.- Festival Forlì e non dell' Unità.- Rivalutazione delle Poste e dei Servizi.- Parcheggio Pierantoni non a pagamento.- Asili, rivalutazione posti e ordine di precedenza e reddito.

giovedì 26 febbraio 2009

Si pùò per "Una" volta Puntare sul Centro Storico! Grazie..

Tratto da un' articolo di questa mattina sul Resto del Carlino:

<< Viabilità o centro storico: come spendere il tesoro dell'Iper?
Il Comune potrà disporre di oltre due milioni di euro da spendere in lavori di interesse pubblico. Due le ipotesi al vaglio della Giunta sulle opere compensative:


Come impiegare i soldi derivanti dall’ampliamento dell’ipermercato?

1-Per migliorare la viabilità della zona di Pieveacquedotto, come chiedono i cittadini del quartiere

2-Investirli nel centro storico, secondo la proposta delle associazioni dei commercianti?

E’ la scelta che dovrà prendere il Comune, visto che l’intenzione della giunta è quella di far procedere l’accordo di programma con la società Coopsette — che ha chiesto l’ampliamento da 14 mila a 21 mila 500 mq — prima della scadenza del mandato.

La somma non è ancora definita. Nel precedente accordo di programma, che risale al 2004 e dovrà essere integrato, c’era la disponibilità dei costruttori per 2 milioni e 230 mila euro. Da destinare in 'opere compensative', interventi, pretende la legge, di interesse pubblico, da realizzarsi però a carico dello stesso soggetto privato. La base su cui si potrebbe concludere la nuova intesa non sarà lontana da tale importo. L’area su cui inciderà l’iper è molto ampia e nei prossimi anni sarà interessata da altri interventi: il pezzo di tangenziale dal casello alla zona industriale, il possibile insediamento di megastore di medie dimensioni e il nuovo lotto industriale fra Bagnolo e Carpinello. Tutto lascia prevedere un deciso incremento del traffico, che dovrebbe essere snellito con una serie di opere, alcune delle quali già inserite nel piano investimenti del Comune o comunque progettate.

Si punterà per esempio su alcune rotatorie. Quella che già c’è all’incrocio fra le vie Cervese e Gordini sarà dotata di svincoli; un’altra ne dovrebbe sorgere fra le vie Zampeschi, Due Ponti e don Servadei (anche per risolvere il problema dell’incrocio pericoloso) un’altra ancora a poca distanza. C’è poi in programma una pista ciclabile lungo la via Ravegnana, nel tratto fra le vie don Servadei e Martoni. D’altra parte c’è chi spinge perché si facciano opere pubbliche nella parte di città che indirettamente sarà condizionata dall’apertura della cittadella dello shopping. Vale a dire il centro storico. Fra le ipotesi sul tappeto, spicca la costruzione del piano rialzato del parcheggio di piazza Montegrappa, ai margini di viale Veneto. Un’area di sosta molto vicina al cuore della città e di servizio a un quartiere che negli ultimi anni ha nettamente cambiato volto. Il ‘secondo piano’ costerà due milioni e assorbirebbe buona parte dei soldi disponibili.

Il nodo sarà sciolto nei prossimi giorni dalla giunta comunale, perché nel consiglio comunale del 9 marzo il sindaco Masini dovrebbe comunicare all’assemblea l’avvio della procedura. In quella situazione sarà esposta anche la proposta dell’amministrazione sul destino delle opere compensative. Se il consiglio accetterà tale impostazione, entro aprile l’accordo con l’ampliamento dell’iper tornerà in assemblea per essere adottato, primo passaggio per l’eventuale approvazione che non sarà comunque possibile, per tempi tecnici, prima delle elezioni. >>

Ma non si può non definire il tutto se prima non si ascoltano le parole dell' assessore Zelli, che commenta così la situazione: "Si vuol far apparireche non si dà importanza al centro"
L'assessore precisa che non ci sono i tempi tecnici per l'approvazione dell'accordo prima delle elezioni. E sulle opere compensative dice: "Se saranno realizzate a Pieveacquedotto, per il centro arriveranno altri fondi”.


Se la giunta come vuole far credere vede di "Buon occhio" il Centro Storico non lo metterebbe sempre per ultimo in ordine di importanza.
Credo sia meglio riqualificare il Centro piuttosto che avviare opere a Pieveacquedotto o tanto meno Ampliare il Centro Commerciale.

domenica 15 febbraio 2009

Problemi Forlì

Questo video riassume brevemente le notevoli problematiche che Forlì ha oggi.Anche se non dovrebbe essere cosi, l' Amministrazione Comunale ha recato negli unltimi 4 anni grossi danni alla nostra città.

http://www.youtube.com/watch?v=Y0vhdDoh_-g

venerdì 16 gennaio 2009

La farsa della crisi del transito del gas

Tra strumentalizzazioni politiche e speculazioni nel mercato parallelo, la guerra del gas sta diventando una vera e propria manovra per destabilizzare il ruolo dell’Ucraina nella rete degli approvvigionamenti e dare un nuovo volto al mercato del gas. L’Europa cerca di sdoganare il suo ruolo di mero consumatore, ma continua a vestire i panni dell'utente danneggiato. Una posizione che non piace alla Russia, che vuole un diretto intervento di Bruxelles per risolvere l'impasse.
Il protrarsi per inerzia del blocco delle fornire di gas sta delineando la vera natura di questa "crisi del transito". Tra strumentalizzazioni politiche e speculazioni nel mercato parallelo, la guerra del gas sta diventando una vera e propria manovra per destabilizzare il ruolo dell’Ucraina nella rete degli approvvigionamenti e dare un nuovo volto al mercato del gas. Le forze in campo sono molte ed ognuna fa un doppio gioco per essere contemporaneamente partner e leader. L’Europa cerca di sdoganare il suo ruolo di mero consumatore, per spezzare la catena degli intermediari ed ovviare al fallimento della strategia di diversificazione con una strategia di partecipazione alla rete energetica russo-europea. Allo stesso tempo però ammette la sua dipendenza nei confronti del gas russo, e si cala completamente nelle vesti dell’utente che ha subito ingenti danni, minacciando azioni legali per ottenere il risarcimento del pregiudizio subito. Inoltre, mentre molti Stati sono rimasti completamente senza gas, chi gode di riserve strategiche rilancia le proprie risorse sul mercato ad un prezzo maggiorato che tenga conto del "sacrificio" delle scorte, e della necessità di chi non ha altra scelta. In particolare, il gruppo tedesco E. ON Ruhrgas, ha iniziato giovedì le consegne di gas ad effetto compensativo per la Slovenia, e per i Paesi che non hanno riserve strategiche, tra cui Croazia, Bosnia, Ungheria e Serbia, attraverso delle filiali di compensazione per i paesi dell'Europa centrale e sud-orientale. Tuttavia, secondo quanto riferito dagli Stati dei Balcani beneficiari, il prezzo pagato ai partner tedeschi si aggira tra i 500 dollari per mille metri cubi di fornitura, ossia circa 50 a 70 dollari in più rispetto alla regolare fornitura di gas russo (attraverso l'Ucraina). Una condizione così stabilita in quanto "non vi è nessuna ragione politica o assistenzialista che possa renderlo uguale o inferiore a quello di mercato".
L’Ucraina, da parte sua, vuole fare un salto di qualità, smettere di essere un semplice "Stato di transito" per sottostare alle condizioni dettate quasi sempre unilateralmente da Gazprom, e rivendicare sia presso l’Unione Europea che presso il Cremlino una posizione di maggior prestigio. Il suo doppio gioco funziona ovviamente con l’Europa, ma non certo con Mosca, la quale conosce e monitora da tempo le tattiche di Kiev. Infine la Russia è il giocatore che maschera meglio la sua strategia, da grande regista triplogiochista. Bisogna ammettere che in questa situazione è Gazprom ad avere il coltello dalla parte del manico, avendo il controllo delle risorse energetiche e, in un certo senso, anche della rete distributiva; se lo volesse, potrebbe in qualsiasi momento fermare questa farsa, ma dovrebbe pagare il caro prezzo di sottostare al lunatico comportamento di Kiev e alle pressioni dell’ Unione Europea: una debolezza che in questo momento non può permettersi, con una crisi economica in corso e l’instabilità del mercato energetico travolto dal crollo del petrolio. Per tale motivo ha deciso di tagliare le forniture, magari di offrire la riattivazione solo a proprie condizioni - ben sapendo che l’Ucraina non avrebbe mai accettato - e infine di chiedere l’intervento diretto dell’Europa.L’ultima mossa è quella più vicina alla risoluzione del suo rebus, in quanto potrebbe consentire di mettere parzialmente fuori gioco l’Ucraina, e di avere un partner nei cui confronti ha sicuramente un maggiore potere contrattuale. Così, dopo l’ennesimo fallimento di un tentativo di riconciliazione (a dire il vero molto timido) con la proposta di fornire una quantità "tecnica" di gas per riattivare la funzionalità delle conduttura, Mosca propone all'Europa di condividere i rischi del transito e di creare un consorzio per l'acquisto di combustibile direttamente da Gazprom. Una proposta che giunge dallo stesso Vladimir Putin durante la riunione con i Presidenti di Gazprom ed ENI, Alexei Miller e Paolo Scaroni. "L’Ucraina ha bisogno del gas necessario per mettere in funzione le stazioni di pompaggio, ossia 1560 miliardi di metri cubi nel primo trimestre 2009 e 1,7 miliardi in totale. Ucraina ha fatto la strana proposta di cedere questa quantità in proprietà e di non vendere - ha dichiarato il Primo Ministro russo, aggiungendo - proponiamo pertanto ai nostri partner europei di condividere i rischi di transito e di creare un consorzio internazionale che potrebbe acquisire la quantità necessaria di gas da Gazprom, e di inviarla immediatamente all'Ucraina al fine di garantire il transito in Europa ", ha detto Putin. Da parte sua Scaroni ha accolto con favore la proposta russa, ritenendola "una proposta costruttiva". È chiaro che la Russia vuole interrompere il rapporto di fornitura-transito con l’Ucraina per proporre all’Europa di divenire grossista, per poi gestire anche le fasi di transito e di fornitura. Una manovra, tuttavia, che andrebbe a coprire Gazprom da ogni rischio connesso al rapporto di transito con l’Ucraina, e allungherebbe ancora di più la filiera distributiva del gas, attualmente già molto complessa, con costi aggiuntivi per i consumatori europei.
Occorre considerare che Gazprom, sino ad oggi, ha costruito una rete di intermediari che controlla al 50% con i Paesi partner, tale che ogni grossista distributore è costituito da una joint venture co-partecipata al Paese beneficiario e il Paese fornitore: una strategia che ha consentito al gigante russo di recuperare parte del valore aggiunto sul prezzo del gas, rincarato ad ogni passaggio della filiera. Ad esempio, la compagnia energetica bulgara Bulgargaz non ha alcun contratto diretto con il gigante russo, in quanto riceve gas russo attraverso tre filiali di Gazprom, Overgas Inc. , Wintershau e Gazprovexport, i quali acquistano gas per la Bulgaria. Secondo il regime di consegne nel 2008, il gigante del gas russo Gazprom vende il proprio gas a RosUkrEnergo, una società di proprietà al 50% di Gazprom e domiciliata in Svizzera, che ha ceduto al gruppo pubblico ucraino Naftogaz parte della società Gazpromsbyt Ukraine, controllata al 100% da Gazprom, che a sua volta ha fornito le imprese industriali dell'Ucraina. Il gruppo è stato creato nel luglio 2004, e definito come unico fornitore di gas per l'Ucraina, nonché grossiste per le sue esportazioni di gas verso l'Europa. Tale schema ha consentito a RosUkrEnergo di fornire gas a Naftogaz ad un costo di 179,5 dollari migliaia di metri cubi, e quindi il gruppo ha venduto all'ucraina ad un presso molto più alto, senza considerare che parte di queste entrate ritornavano a Gazprom. Inoltre, lo scorso 3 gennaio, RosUkrEnergo ha presentato presso la Corte di Arbitrato internazionale di Stoccolma, una denuncia contro Naftogaz chiedendo il pagamento di 614 milioni di dollari in titoli di debito e la ripresa delle forniture di gas russo verso l'Europa, tagliato a causa di una controversia del gas russo-ucraina. Il forte potere contrattuale della RosUkrEnergo è stata, inoltre, una delle cause del mancato rinnovo del contratto a partire dal 1 gennaio 2009, dopo la richiesta del Primo ministro ucraino Yulia Tymoshenko di escludere l'operatore svizzero dal regime delle forniture di gas russo in Ucraina.Per cui, la creazione di un consorzio partecipato dall’Europa avrebbe senz’altro un diverso peso politico nei confronti dell’Ucraina, che al momento rappresenta lo Stato di transito meno controllabile da Mosca e da Bruxelles, visti i suoi legami indiretti con le forze anglo-americane. Un peso politico che si non tradurrebbe certo in vantaggio per i cittadini europei che dovrebbero farsi carico del "rischio di transito" e del costo della filiera di distributiva. D’altro canto, può essere definita una proposta costruttiva, in considerazione del fatto che contribuisce a dare un nuovo volto al mercato del gas, e crea per l’Europa un canale per poter avere un maggior controllo dei rifornimenti, non solo come mero consumatore ma come partner strategico.Tale obiettivo appare nelle stesse parole del capo della diplomazia russa Sergei Lavrov, chiedendo che sia l'UE a fare le dovute pressioni nei confronti dell'Ucraina a rispettare i suoi impegni in materia di transito del gas russo. "Questo è proprio il momento in cui l'Unione europea deve dimostrare la sua famosa solidarietà e spiegare ai colleghi ucraini che è inaccettabile non rispettare l'accordo sul transito del gas russo verso l'Europa, un contratto in vigore fino al 2010 ", afferma Lavrov in una conferenza stampa a Mosca, ammettendo inoltre che la Russia non si è mai posta il problema della diversificazione delle sue fonti di approvvigionamento. "Se qualcuno inizia a cercare altre fonti di approvvigionamento energetico, questo non ci preoccupa. Inoltre maggiori sono le fonti di approvvigionamento, maggiore è la sicurezza. Questo è sempre stata la nostra preoccupazione, noi stessi stiamo cercando di aumentare le rotte di esportazione verso l'Europa - dichiara, concludendo - l'Unione europea è libera di scegliere i propri fornitori di petrolio, e ventisette Paesi sono ben consapevoli che la Russia è stato un partner affidabile per decenni". E' chiaro che l'Europa non ha molta scelta, e questa rappresenta una ghiotta occasione - creata volontariamente da tutti gli attori in gioco - per prendere una posizione più chiara, e decidere se essere partner o leader.
Grazie Etleboro

giovedì 11 dicembre 2008

SE IL CENTRO DESTRA FOSSE TUTTO UNITO...

Ho letto, con attenzione, negli ultimi giorni, la pagina locale dei quotidiani.
Sono, quindi, a conoscenza dell'ipotesi, paventata, di una duplice candidatura, a Sindaco di Forlì, da parte delle forze- così definite- del centro- destra.
La cosa non mi appassiona e non mi convince pur avendo per entrambi i candidati la massima considerazione.
Ho, infatti, con umiltà, cercato di ascoltare le voci ed i commenti della base elettorale del centro- destra forlivese.
E' emerso ( e non avevo dubbi al riguardo) che l' elettorato del centro- destra non comprende le decisioni ed i contrasti che appaiono, per quanto si legge sui giornali, sussistere all'interno dello stesso centro destra.
Gli elettori di centro destra vogliono- e lo vogliono fortissimamente- che tutte le forze politiche che li rappresentano si uniscano, facciano fronte comune, propongano un unico programma ed un unico sindaco e, finalmente, sconfiggano, alla prossima tornata elettorale, il centro sinistra.
Vero ciò, sono del tutto sconsigliabili quelle posizioni evidenziate anche sulle pagine dei giornali locali, che vedono alcuni leader del centro- destra proporre una " coalizione" ulteriore ed estranea a quella promossa da PDL-UDC.
L'elettore di centro-destra questa " discussione" non la comprende e, soprattutto, non la vuole.
L'originalità della proposta politica verrà maggiormente premiata nell'ambito della coalizione ( una sola), che vedrà così riuniti tutti i partiti del centro- destra.
Per questi motivi, quindi, invito tutti i leader del centro-destra a sedersi ad un unico tavolo non già per fare emergere differenziazioni che l'elettorato non vuole, ma per concordare, insieme, sia il programma elettorale che il nominativo del candidato sindaco.

sabato 29 novembre 2008

Moneta S.c.e.c

20 novembre 2008:

Nella piccola sede di Radio Gamma 5 (FM 94:00 MHz) in provincia di Padova, si svolgeva una serata (con la partecipazione di oltre 200 persone) di presentazione della prima moneta locale in Veneto: lo Scec.
Una serata probabilmente storica che verrà ricordata non solo dalle numerose persone rimaste fuori al freddo e gelo a causa del pienone, ma anche da quelle persone che ne hanno compreso la rilevanza.Lo S.c.e.c. (acronimo di Solidarietà che cammina) non è proprio una moneta complementare (o locale) ma uno Sconto o abbuono assolutamente legale e permesso dalla legge!Ecco in sintesi come funziona.Una persona che si iscrive come privato all’associazione “Arcipelago Veneto” (oppure ad un Arcipelago della propria regione) riceverà gratuitamente 100 Scec al mese, senza alcun costo d’iscrizione.Un’attività commerciale che vuole aderire all’iniziativa come accettatore di questi abbuoni, deve iscriversi all’associazione e stabilire la percentuale di sconto in Scec (da un minimo del 5% in sù).Il rapporto di scambio è 1:1, cioè 1 Scec corrisponde a 1 euro.Quindi 100 Scec al mese sono comparabili, come potere di acquisto, a 100 euro al mese.Facciamo un esempio concreto e realistico.La pizzeria X accetta gli Scec e pratica uno sconto del 20%.Significa che se andiamo a mangiare la pizza e il conto finale è di 100 euro, noi pagheremo 80 euro e 20 Scec. Ben 20 euro in meno rispetto a coloro che pagheranno tutto in euro!Il calcolo e il ragionamento sono semplicissimi.A questo punto il gestore della pizzeria, non c’ha rimesso nulla perché potrà utilizzare i 20 Scec che ha ricevuto in qualsiasi altra attività commerciale connessa col circuito, anche con gli stessi fornitori.Il fornitore potrà a sua volta andare a tagliarsi i capelli da Y, acquistare prodotti alimentari da Z. ecc.Avanti così in tutto il circuito di aderenti (vedere elenco accettatori nelle Pagina Auree)Ad oggi le attività commerciali in Veneto che hanno fatto richiesta di accettazione degli Scec sono diverse centinaia: negozi, aziende, librerie (noi), liberi professionisti, distributori, medici, veterinari, dentisti, pizzerie, consulenti informatici, commercialisti, ecc.In pratica sempre più persone stanno comprendendo l’importanza di una moneta locale o della “Solidarietà che cammina” (Scec), come strumenti che possono aiutarci moltissimo in un momento difficile e critico come l’attuale.Far rimanere una parte della ricchezza nella propria regione (stiamo parlando di milioni di euro solo in Veneto) o nella propria città è fondamentale per sopravvivere e aiutare le persone e/o le attività in estrema difficoltà. Ecco la vera Solidarietà.In questo modo si passerà da una economica improntata sul dio-denaro, sul guadagno senza alcun valore etico e morale, a una economia con al centro l’Uomo, una economica dal volto umano che darà spazio alle piccole realtà locali in barba alle grandi multinazionali, che con i loro colossi stanno fagocitando e distruggendo il pianeta intero.A questo punto cosa si vuole realnebte veramente fare?Possiamo metterci il naso rosso di plastica, e andare in banca a elemosinare spiccioli (creati dal nulla e tassati da usurai) e continuare ad essere schiavi del Sistema per tutta la vita, oppure possiamo decidere di fare noi “cucù” o “marameo” all’Usurocrazia bancaria, accettando consapevolmente una moneta o pezzo di carta che non crea debito, ma favorisce la Solidarietà collettiva!

Esiste il libero arbitrio, per cui siamo noi a decidere e a creare il nostro futuro…

La conferenza della durata di 2 ore e ½ è stata registrata in formato Mp3 ed è disponibile, per informazioni contattate info@disinformazione.it Marcello Pamio

Per maggiori informazioni sullo Scec, leggere lo Statuto dell’associazione o altri documenti utili visitate il sito ufficiale di Arcipelago Veneto www.arcipelagoveneto.org

Centro Storico

http://www.youtube.com/watch?v=SMCNuxedzbA

Salve, vi vorrei mostrare questo video che ho scaricato da youtube, per farvi riflettere e farvi capire che il comune ha preso una direzione sbagliata riguardo le politiche del centro storico di Forli.Il nostro centro è tra i più importanti di Italia, la piazza è magnifica.

1) Dovremmo valorizzarlo di più, ripurirlo e ristrotturarlo.

2) Riportare la via politica, economica e culturale dentro al nostro centro senza cercare di spostare i centri nevralgici verso l'esterno della città.

3) Far risplendere i nostri affreschi, risanare le nostre aree verdi in centro e fare molte più manifestazioni durante i week and e alla sera.

Queste sono alcuni pochi e semplici accorgimenti ma che messi in pratica risulterebbero efficacissimi. Chiedo al comune di Forlì di attuare un piano di "Riqualificazione del Centro Storico" e scommetto che il budget per attuarlo non sarà mai superiore allo sperpero degli ultimi 4 anni di questa giunta comunale.